mercoledì 30 marzo 2011

biscotti con uova sode (ovis-mollis)

Non indugio troppo su questi biscotti, che si spiegano da soli. La loro particolarità sta nell'uovo, che invece di essere messo nell'impasto da crudo, bisogna prima cuocerlo, sgusciarlo e ricavare il tuorlo. Necessitano di una buona dose di scorza di limone che attenui un po' il sapore dell'uovo, ma sono una delizia per il palato poichè si sciolgono appena portati alla bocca. Attenzione, non strafogatevi!

Ingredienti:
2 tuorli cotti
100 gr burro
50 gr zucchero
120 gr farina
scorza di mezzo limone

Cuocete le uova come se doveste fare le uova sode (quindi una decina di minuti di bollore è più che sufficiente). Raffreddatele, sgusciatele e ricavatene il tuorlo. Prendete un colino a trama fine e passatevi i tuorli. Ne risulterà una poltiglia gialla fine fine. A qusto punto aggiungete la farina, lo zucchero, la scorza del limone e il burro e lavorate come la pasta frolla. Una volta che ha riposato in frigo per una mezz'oretta , prendetela, stendetela a circa mezzo cm di spessore circa e ricavatene dei biscotti. Cuocete per 7-8 min, dipende dal vostro forno quindi teneteli d'occhio, a 180°C.

Passo ad un argomento ancora più dolce di questi biscotti..ho ricevuto il premio "The Versatile Blogger" da una persona che mi è stata sempre vicina, virtualmente, nonostante abbia un po' (molto) latitato dal mio blog : Pasticciona . Come le ho già detto, se si potesse rispedire al mittente, lo farei volentieri perchè quello che scrive mi trasmette un'immensa allegria. E' meraviglioso poterla leggere.
Ora devo stare alle regole anche se non me lo sarei mai aspettata di fare outing con un premio. Quindi ecco le prime 7 cose di me che mi vengono in mente (che fatica!!!!) anche se magari rispondo a domande che mai vi siete fatti di me (come?!dite che non ve ne frega di sapere?!fate bene ) :

1. Nell'industria casalinga non produco solo dolci..aehm, i miei commensali lo sanno bene! Adoro cucinare tutto, tranne il pesce perchè mi fa tristezza guardarlo negli occhi mentre penso a che piatto succulente farci. Lui sta sicuramente pensando che si stava meglio in mare...
2. Tra una manciata di giorni saranno passati sei anni da quando io e il mio Habibi abbiamo deciso di crescere insieme. Ogni giorno mi auguro che ritorni sempre tra le mie braccia. Ma non glielo dico mai. Gli faccio un cravattino che funge da nodo al naso, così può sempre ritrovare la strada per raggiungermi.
3. Ho una famiglia fantastica, se non l'avete mai capito da quello che scrivo, ora lo sapete.
4. Mi ritengo fortunatissima, per i due precedenti punti e per la salute che non mi manca mai e che spero continui ad essere "di ferro" anche nelle persone che amo.
5. La notte scorsa ho sognato il liceo. Non ho mai fatto incubi sull'esame quando era il periodo giusto ma ora che sono passati due anni lo sogno a notti alternate. C'e sempre la prof di francese che mi "bacchetta" nonostante sia stata sempre buona con me..mistero della vita..
6. Adoro i polpastelli dalmata della Cipollina (La Micina) e mi piace troppo la panza dondolante del Titino ( 7 kg per gatto, è anche calato...)
7. Non so più che scrivere...è una confessione valida?!ok ok..allora..uhm...ho la casa invasa da lievito madre: due nel frigo, uno nella credenza, uno nel forno e un po' nel pattume perchè oggi l'ho rinfrescato e non sapevo più dove metterlo..

Passo alla parte più divertente. Giro questo premio ai primi blog che ho seguito, perchè continuo a tenerli d'occhio e vorrei che non smettessero mai di farmi compagnia (preciso che sono in ordine alfabetico e non di gradimento!)  :
arabafeliceincucina
dulcisinfurno
famedalupi
fragoleamerenda
idolcidilaura
lacasadibetty
lapasticcioneria  anche se Vicky ha altro a cui pensare ora, giustamente!
lemienuvoledipanna
lericettedeltomma
lovelycake
notedicioccolato
pandipanna
saveursetgourmandises
spremutedarancia
unazebrapois

Ovviamente, chi non gradisce il premio, per i più svariati motivi del mondo, ha tutti i diritti per far valere la propria scelta!










martedì 29 marzo 2011

frolla con cioccolato

Chiamarla crostata non sarebbe stato lecito. Crostata è come un modello di vestito con tante righe disposte a formare dei rombi. Questa no, è nuda e cruda. Quindi chiamiamola solo frolla perchè la base è sempre quella, una pasta  croccante ma non dura, dal sapore burroso ma non stomachevole, e ovviamente tanto zuccherina, com'è giusto che un dolce sia.
La mousse l'ho studiata apposta per far piacere a tutti gli invitati alla festa del mio migliore amico, ma sopratutto al festeggiato, e ha ottenuto il risultato sperato..anzi, un po' troppi applausi per me che mi avvampo di rosso con niente..."sei un tutt'uno coi capelli..." è la battuta che segue i miei imbarazzi di fronte agli amici... e io me la dovrei prendere, come solitamente faccio, perchè dopo i "pel di carota" i capelli color pomodoro anche no!
Tornando alla mousse, che non poteva che essere al cioccolato, è semplicemente spumeggiante! La panna montata molto ferma e l'immancabile mascarpone sono la base per un'eccellente riuscita. Il sentimento che ci ho messo nel farla, ha fatto raggiungere l'apice a questa modesta creazione.

Ingredienti:
pasta frolla
125 gr panna montata
100 gr mascarpone
300 gr cioccolato fondente
100gr zucchero a velo
50gr latte

Preparate la pasta frolla senza tralasciare il doveroso riposo in frigo per almeno una mezz'oretta. Quando la riprendete stendete la frolla e rivestite la base di una tortiera (da 26 o 30 cm) . Ricoprite con un disco di carta forno e riso o fagioli secchi (per evitare che cresca) e cuocete a 180 °C per 15-20 min. Con la poca frolla rimasta ritagliate delle foglioline e cuocete a parte (ci metteranno molto meno del disco) .
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e mescolatelo al mascarpone, allo zuccchero a velo e al latte. Montate la panna molto ferma e incorporate al composto di mascarpone e cioccolato mescolando delicatamente in modo da non smontare la mousse.
Con un paio di cucchiaini di cioccolato fondente potete creare delle semplici foglioline ricoprendo due o tre foglie di menta.
Spalmate la mousse sul fondo della frolla cotta e decorate con le foglie di frolla e cioccolato alternandole.
I colori della torta ricordano l'autunno, infatti questa l'ho preparata a novembre... Ma è ottima da gustare sempre! Colorando le foglie con toni vivaci può essere perfetta anche per una festa di primavera.


venerdì 25 marzo 2011

panna cotta con agar agar

Una ricetta veramente semplice e veloce. Purtroppo però l'agar agar non è sempre reperibile, ma l'ardua ricerca ne vale la pena. Da quando ho trovato le mie bustine in un mini market di Castelruth non le cerco più nella mia città. L'Habibi mi ha incitata a farne una scorta, io ho desistito. L'ho messo nella lista dei pretesti per mettersi in viaggio verso il mio locus amoenus....
La carta d'identità del prodotto mi conferma ciò che si vocifera di esso : é un addensante sano.

" Ingredienti: estratti di alghe marine agarofite. Addensante vegetale.
Uso: incorporare al preparato bollente e mescolare per qualche minuto. Il preparato si addensa una volta raffreddato.
Per marmellate, flan ecc: 2 gr per litro.
Per gelatine, aspic, ecc : 4 gr per litro.
Marmellate di frutta senza pectine : 6 gr per litro.
Caratteristiche nutrizionali : bassissimo contenuto di calorie. Ricco di ferro e calcio.

Siccome l'etichetta non può che essere veritiera secondo il  Dlgs 109/92 ,va da sè che e meglio della cosiddetta colla di pesce di origine suina.
Certamente il suo uso è più complicato dell'addensante animale poichè ne basta un quantitativo misero non sempre dosabile al milligrammo ma la resa e la genuinità è indiscutibile.
Siamo in un'epoca dove la scelta è molteplice, cerchiamo di fare degli acquisti mirati alla preserveranza della salute.
Questo dolce è la prova che per fare qualcosa di veramente buono non è necessario utilizzare miliardi di ingredienti.
Consiglio di provarlo senza aggiungere sciroppi o quant'altro, il sapore di latticino che giungerà alle papille sarà più che sufficiente per l'estasi gustativa !

Ingredienti:
250 gr panna
250 gr latte
60 g zucchero a velo
4 gr agar-agar in polvere

Emulsionate gli ingredienti (ad eccezione dell'agar agar) e quando sta per bollire aggiungete l'addensante portando il composto a ebollizione . Distribuite il tutto in vari stampini ( 8 piccoli ) e cuocete a bagnomaria in forno a 180°C per mezz'ora. Ovviamente se gli stampi sono grandi il tempo di cottura nel forno aumenterà. Non vi spaventate, il composto sarà liquido anche se cotto, ma si rassoda col freddo quindi lasciate raffreddare a temperatura ambiente poi ponete gli stampi in frigo. Sformate la panna cotta solo quando sarà veramente raffreddata. Se volete potete decorare con uno sciroppo di amarene, menta e cioccolato o solo con una crema al cioccolato, ma sappiate che il gusto ci perde assai!

giovedì 24 marzo 2011

la decisione

In una nottata di fine gennaio mi è balenata un'idea che non avevo mai preso in considerazione per due Ragioni : Esperienza e Opinione Personale. La prima zittiva tutti i consigli esterni con un semplice "non ho le competenze necessarie". Infatti nel laboratorio dove ho lavorato facevo i GELATI, questo è vero, ma con semilavorati liquidi da mettere solo nella "mantecatrice". Niente di artigianale in quanto la lavorazione non prevedeva nè lo studio per proporzionare aria, liquidi e solidi, nè i cicli della pastorizzazione.
L'Opinione Personale invece metteva il punto davanti all'argomento apostrofando negativamente i gelatieri. Il primo corso tenuto da un gelatiere mi aveva sconvolta, come se mi avessero rivelato che la voce di Jim Morrison era prestata: ero schifata. Fino a quel momento per me il gelato era il "nettare degli dei" e in poche ore si è trasformato in un miscuglio di ingredienti-spazzatura messi a casaccio. 
No-no-no, gelateria lungi da me!
Ma alla fine mi ha tentata, mi ha fatto passare una notte desiderando che venisse l'alba per mettere nero su bianco quell'idea pazza e mi ha fatto scarabocchiare una tabella con tutti i pro, i contro e le differenze tra la mia passione e quella possibilità.
Ne è venuta fuori una certezza: col gelato non si lavora a partire dalla notte. Ok dico la verità, a me lavorare la mattina presto (ma davvero presto) non dispiace, se poi il resto del giorno è libero si possono fare tante di quelle cose! Ma il problema è proprio questo: con un'impresa si lavora SEMPRE. Non sembra un po' una contraddizione che un libero professionista non sia mai libero?!?!?!
Dunque, se volevo rinunciare ad un'aiutante ( almeno finchè ci si dura ) meglio evitare di fare un lavoro dove le ore lavorative vanno dalle 4 di mattina alle 8 di sera. Pasticceria 0 - Gelateria 1.
Un'altra questione non poco irrilevante è il costo per "mettere su" una pasticceria. Ecco, a dir la verità, la cifra del forno è quella che più mi ha spaventata. Vabbè che anche la gelateria necessita di macchinari costosi (eccome...) quali pastorizzatore e mantecatore, ma bisogna guardare anche le normative che regolano l'uso di tutto quanto. Per essere a norma col forno ci vuole una canna fumaria marziana e fornelli e gas e tutto ciò che va dalla cottura alla conservazione dei bellissimi pasticcini. Dunque un NO secco a tutto l'usato, anche se di qualità, perchè ciò che non è all'avanguardia consuma tanto e fa spendere il triplo (gas, acqua, corrente elettrica ecc..). 2 a 0 per la Gelateria , dove le spese per le attrezzature sono inferiori. C'e anche da prendere in considerazione la grandezza del locale, contestato per l'aerazione, la luce e le entrate per una pasticceria e sufficientemente accettato per una futura gelateria. Sulla location non c'e niente da dire: è semplicemente ottima (un Grazie, e non solo, al papà...)
Ma il punto fondamentale, quello che ha segnato il goal decisivo per la Gelateria è la crescita esponenziale della personalizzazione. Cioè, uno entra in una pasticceria e che vede?! I soliti "cornetti", i cannoncini, i bomboloni, e la mignon. Le ultime novità sono i muffin, sostituiti poi dai decoratissimi cupcake, e le fette di torta in perfetto stile austriaco. Altre possibilità di diversificazione?! Zero.
E adesso entriamo nella gelateria che sta di fronte alla pasticceria.
Che c'e di nuovo? tutto! Vuoi un cono, una coppetta, uno stecco alla magnum o come il cremino algida, un biscotto gelato simil cucciolone o granellato come il maxibon, un bonbon , un ghiacciolo, un sorbetto di pura frutta, una granita siciliana, una monoporzione o un bicchierino?!?! Ecco, preciso che quest'ultimo non è ancora salito di moda ovunque e confermo che, per quanto riguarda il fattore economico, il gioco non vale la candela : troppa manodopera e poca rendita. Che si, a basso prezzo proprio non sono (qui si aggirano attorno ai 2-2.50 € al bicchierino da manco 60 g) quindi il cliente è anche meno invogliato.
Ritornando al discorso "Offerta", la scelta è davvero impressionante. Come è allettante pensare che il lavoro del gelatiere ora non consiste più esclusivamente nel produrre e spatolare il gelato ma anche nel comporre elegantissime torte gelato, semifreddi e altre prelibatezze. Via libera alla fantasia.
In conclusione, Esperienza e Opinione Personale sono state a loro volta zittite : l'esperienza è costantemente in divenire e il gelatiere anch'esso .

sabato 19 marzo 2011

i cioccolatini per la festa del papà

I cioccolatini stupiscono sempre. Più che mangiarli io adoro farli. Anzi, più precisamente, mi piace il momento in cui li elaboro nella mia testa e da potenza diventano atto.
E' difficile, non lo ammetto, lavorare il cioccolato è un'arte che non si finisce mai di imparare.
Questi li ho realizzati con la tempera per inseminazione, una tecnica appresa ad un altro corso che ho frequentato, tenuto anch'esso da un Maestro cioccolatiere-gelatiere strabiliante! Ricordo ancora i bisbigli nei momento in cui ha mostrato questa 'semplificazione'. Certo, spalmare il cioccolato sul piano (di marmo, e chi ce l'ha?!?!) e lavorarlo con la spatola non mi è mai piaciuto, forse perchè anche il minimo spreco di esso mi fa girare le papille...
Quindi ecco una soluzione meravigliosa. Si tratta di sciogliere a bagnomaria 1000 gr di cioccolato e una volta che ha raggiunto i 45 °C si aggiungono 200 gr di cioccolato a temperatura ambiente. In questo modo i cristalli del burro di cacao, che prima erano stati sciolti con l'alta temperatura, vengono resi stabili con l'inseminazione di altri cristalli presenti nel cioccolato che si aggiunge. La temperatura ovviamente scende e una volta sotto i 30 °C (meglio se a 28°C) si può utilizzare il cioccolato nel modo più fantasioso possibile.
Per la feste del mio papà gli ho fatto trovare queste 4 tipologie elaborate dalla mia testa:
_ I cestini di cioccolato fondente riempiti con il cioccolato al latte, aromatizzati e decorati con un pizzico di caffè solubile (in primo piano a sinistra);
_ Delle palline di cioccolato al latte rese morbide da un tocco di latte condensato precedentemente scaldato ( 50 gr cioccolato e 10 gr di latte condensato) ;
_ Dei cuoricini di cioccolato fondente con un cuore di marmellata di albicocca, che ricorda il sapore della torta Sacher, ricoperti da scagliette di mandorle scure (nella foto in fondo a destra);
_ Delle mini tavolette di cioccolato fondente e al latte a strati spolverizzati con cocco essicato (nella foto in primo piano a destra ).

Auguri a tutti i papà!

mercoledì 16 marzo 2011

semifreddo alla meringa

Uhm..la scelta di quale ricetta mettere dopo mesi di abbandono del blog mi sembra complicata. Potrei andare in ordine cronologico facendo così una carrellata di tutte quelle perse per strada da agosto ad oggi ma...comincio con questa, ho deciso!E' la prima torta da -18 che io abbia creato, la prima torta semifreddo per il compleanno del mio papà. Anche se è l'esperimento num 1, non è saltata fuori dal niente. In quel periodo c'era un corso, tenuto da un bravissimo Maestro gelatiere, che mi ha lasciata piacevolmente tentata. Il primo obiettivo da raggiungere era fare un dolce che prelevato dal freezer ad una temperatura non superiore a -18, fosse da tagliare e mangiare immediatamente. Quindi deponete il martello e lo scalpello.
Il secondo proposito era fare qualcosa che fosse alla mia altezza, quindi niente di speciale. Per incominciare a lavorare sui semifreddi, senza semilavorati, non c'era niente di più semplice che la torta meringata composta da pura meringa, italiana e francese. Nient'altro, a parte la panna. Quindi, il lato positivo di questo dolce è la semplicità degli ingredienti.
La nota dolente è che chi non ama i dolci, per vie di forza maggiore e non, questo semifreddo non lo può neanche guardare: 90% zucchero, non sto scherzando, un inno alle carie e una mazzata per i diabetici.

Ingredienti:
meringa francese da 3 albumi circa
125 gr panna montata

Meringa italiana: 30 gr albume
                          60 gr zucchero
                          10 gr acqua
                         
Preparate la meringa francese e formate tre dischi di meringa aiutandovi con la sac à poche, sulla teglia ricoperta di carta da forno ( il diametro dei cerchi è di 18 cm circa). Con la rimantente meringa formate delle meringhette che serviranno come decorazione. Cuocete a 80°C per un paio d'ore.
Preparate la meringa italiana amalgamando tutti gli ingredienti in un contenitore da microonde. Ponete il composto nel microonde e portatelo ad una temperatura di 80°C circa. Gli albumi a questa temperatura si pastorizzano ma non si cuociono in quanto lo zucchero e l'acqua alzano la temperatura di cottura di essi. Montate il composto in planetaria o con una frusta elettrica fino a quando sarà liscio, spumoso e abbastanza colloso. Prelevate 50 g di esso e mescolatelo alla panna montata (il resto si conserva bene in freezer in un contenitore con chiusura ermetica).
Passate alla composizione del dolce: ponete un primo disco di meringa francese alla base. Spalmate 1/3 di meringa italiana, coprite col secondo disco, date un secondo strato di pitt..ehm..meringa, posizionate l'ultimo disco di meringa e coprite la superficie con un velo di meringa italiana. Posizionate le meringhette sulla superficie del dolce alternandole a piccoli ciuffi fatti con la meringa italiana. Per rallegrare un po' il semifreddo aggiungete un cucchiaino di cacao in polvere alla meringa italiana e otterrete dei ciuffetti al cacao, ottimi per 'staccare' un po' dal solito gusto tuttozucchero della meringa. Certo è che si possono inserire anche un paio di scagliette di cioccolato tra uno strato e l'altro! Il tutto risulta molto più gustoso. Ponete il dolce in freezer per almeno mezza giornata. Ps:copritelo benissimo o si comporterà come il Glade Assorbiodori!

sabato 12 marzo 2011

il corso S.A.B.

" Avendo fatto il liceo classico e non un istituto alberghiero devo frequentare questo corso. " Era la mia risposta che usciva dalla mia bocca a macchinetta ogni volta che un insegnante del corso chiedeva alla mia 'classe' di presentarsi ad uno ad uno. Infatti, per aprire un'attività dove si Somministrano Alimenti e Bevande(S.A.B.), o si hanno alle spalle 5 anni di IPSSAR o le serrande rimangono chiuse. In realtà la legge prevede che chi "ha prestato la propria opera, per almeno 2 anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente,presso imprese esercenti l'attività nel settore alimentare o di somministrazione di esse" ha i requisiti necessari per aprire un'attività in questo ambito. Ora, che non me ne vogliano quelli che lavorano in questo ramo, ma non penso che ne sappiano di materie quali quelle che si studiano in un IPSSAR o ad un S.A.B. Non per niente il corso che ho frequentato io, organizzato dalla CNA della mia provincia, prevedeva l'insegnamento di riconoscimento merceologico (dall'etichettatura degli alimenti alla composizione di essi) e HACCP ( Hazard Analysis and Critical Control Point) condite da un'infarinatura di avviamento e gestione finanziaria e fiscale, R.S.P.P. (Responsabilità sulla Sicurezza e Prevenzione e Protezione di essa) , gestione operativa dell'esercizio e analisi di bilancio. Certamente sarà una tortura stare seduti per 3 ore 3 volte a settimana con carta e penna alla mano dopo una giornata di lavoro sapendo che alla fine di tutto c'e inevitabilmente un'esame scritto e orale da superare. Ma assicuro che tempo e denaro (ehm si,630€ non sono brustoline) sono spesi bene se si pensa che l'ignoranza potrebbe mandare in ospedale qualche cliente. E poi si, la verità è che a questi corsi ci si diverte anche!Sarà perchè si è in un numero ristretto e sopratutto perchè si è tutti accomunati dall'amore per il cibo ma alla fine ci si ritrovava a condividere, non solo le esperienze, ma anche la cena! Ovviamente ero la più piccina tra i sette ma questo non ha fatto mancare la loro stima nei miei confronti...forse perchè li viziavo con la torta di rose..ehm ehm..ma questa è un'altra storia... Il momento in cui si spostavano i tomi e si stendeva la tovaglia era davvero sbellicante! C'era anche chi non si faceva intimidire dai 50 km che dividevano la propria casa dall'aula, pur di condividere la succulenta (e ancora calda) zuppa di seppia! Così ho accumulato un attestato S.A.B., un R.S.P.P. e sono addetta alla lotta antincendio ma devo iscrivermi al corso su come ritornare in linea....

venerdì 11 marzo 2011

la nuova pagina

Ritorno a scrivere dopo mesi di assenza. Mi nascondevo dietro al fatto di non avere più tempo per seguire queste pagine, che in fondo è più semplice prendere fuori carta e penna e scrivere di getto senza troppi 'fronzoli', ma in realtà quello che più mi ha frenato è stato il continuo scemarsi del mio proposito iniziale. Pensavo a questo blog come un luogo dove annotare tutte le ricette dolci, dalle tradizionali e immancabili torte agli esperimenti ben riusciti. Ma poi ho trovato un lavoro che mi sorbiva tempo ed energie e la fantasia è andata scemandosi. Mi sono ritrovata a cucinare in casa le stesse cose che preparavo in laboratorio e quelle ricette non possono essere divulgate, come da contratto. Nonostante quel pezzo di carta sia stato 'stracciato' mi sento comunque in dovere di tenere per me le 'scoperte' che ho fatto a costo di sembrare egoista. Ehm si, avete capito bene, ho lasciato quel posto. Di mia spontanea volontà. Mi aspetto gli ormai classici 'ma come?!?non ti piaceva?!' In realtà no, non mi piaceva, lo adoravo. Amavo tutto di quel laboratorio, dalla crema alla frolla, dalla sfoglia ai lievitati, dalla tuffante alle planetarie, dalle sfogliatrici alle bilance ma sopratutto adoravo i miei colleghi. Ho resistito alle domeniche, a 8 giorni lavorativi di fila, ad alzate albeggianti dopo appena 3 ore di sonno, ho sopportato le temperatureche sfioravano i 50 gradi, i 17 litri di crema, i catering e quello che comportano ma non sono riuscita ad accettare le ingiustizie, i sopprusi e l'idiozia.
Ci ho messo un po' ad aprire gli occhi. Non mi è bastato il licenziamento di uno, il novellino bravissimo che in un anno aveva imparato tutto o quasi e tirava avanti come un treno in corsa fino alla fine. Non mi sono demoralizzata della mancanza di un altro, a causa di un infortunio. Non mi sono fatta prendere dal panico neanche quando si sono aggiunte le ferie e siamo rimaste solo in due. Ho tirato avanti come un cavallo con i paraocchi fino a quando ho capito che dietro a tutto quello che era successo c'era una storia. Eh si che me l'avevano detto, i primi giorni , i primi mesi, ma io il marcio non lo fiutavo neanche. Ho cercato di fare qualcosa per loro, perchè per me avevo già deciso. Per lei che in 5 anni oltre alle lacrime aveva perso anche la passione per la pasticceria, per l'altra lei che dopo 25 anni di fiducia sicuramente non si aspettava quest'epilogo e per lui che si sentiva in colpa perchè una sera aveva pensato prima a divertirsi che al suo lavoro. Per loro che prima che alla loro salute dovevano pensare di portare a casa uno stipendio, costi quel che costi. Il nostro tentativo di smuovere un po' le cose non è andato in porto ma non per i nostri elevati propositi bensì perchè "non c'e peggior sordo di chi non vuol sentire ". Me ne sono andata dopo 14 giorni di preavviso. Due settimane che mi sono sembrate le più pesanti, nonostante il lavoro fosse calato notevolmente. Un po' della causa l'aveva il nervoso che ci logorava tutti ma a me si era aggiunto anche un senso di inadeguatezza a quel luogo: mi sentivo troppo fortunata per stare in mezzo a loro che di scelte 'azzardate' non ne possono fare. Ho dentro tanta rabbia nei confronti del Sordo perchè mi ha costretto a fare una scelta che non avrei mai voluto fare, perchè ha spezzato quella magia che si era creata quando sono entrata nel laboratorio per la prima volta, pechè in fondo mi ero già immaginata un futuro con me sempre là dentro, perchè ha tolto a quelle meravigliose persone una delle cose fondamentali per poter lavorare bene: la passione. E io ho portato via non solo le mie mani ma anche la loro speranza di tempi migliori.


sul tavolo dove stavo lavorando i 150 mini-pasticci di maccheroni creati alle ore 14 e la mia collega al limite della sopportazione in procinto di farmi un bel gestaccio!


Voltando pagina ho deciso che il nuovo proposito di questo blog è illustrare il percorso, lungo e irto, che ho intrapreso per aprire la mia attività. Per questa Impresa disquisirò della burocrazia, che certo annoierà un po' ma mi servirà per fare chiarezza dei vari passaggi e per annotare ogni traguardo raggiunto. Scriverò anche di argomenti variopinti, di scelte di interni e di colori. Ho bisogno di far conoscere agli altri il mio obiettivo, non perchè mi lodino, bensì perchè ci metterei ancora più impegno sapendo di non dover tradire le aspettative di molti. Ecco che già ora mi sono presa l'impegno di crederci di più. E così mi butto in questa doppia avventura, reale e virtuale, sperando che l'una sia d'aiuto per l'altra !

ehm..si ok..metterò anche qualche ricettina....